Dei sette re tradizionali di Roma, gli ultimi tre erano senza dubbio di origine etrusca e i loro regni hanno lasciato nella città molte tracce dell'influenza etrusca. Gli Etruschi erano grandi costruttori e gli unici edifici di rilievo che Roma possedeva, fino a un periodo molto più tardo, furono eretti sotto questa dinastia. Si dice che i nomi di questi re fossero LUCIO TARQUINIO PRISCO, SERVIO TULLIO, suo genero, e LUCIO TARQUINIO SUPERBO.
Sotto il primo di questi re fu costruito il bel tempio di Giove CAPITOLINO, sul Campidoglio, e vicino i santuari di Giunone e Minerva. Questo tempio di Giove era chiamato CAPITOLIUM e da esso deriva la parola CAPITOLO. Era considerato il centro della religione e dell'autorità romana e a volte vi si riuniva il Senato.
Si dice che durante questo regno sia stata costruita anche la famosa CLOÁCA MAXIMA, o grande fogna destinata a drenare la Campagna. Questa fogna era così ben costruita che è ancora utilizzata.
Sotto il secondo re di questa dinastia, Servio Tullio, la città fu circondata da una cinta muraria che comprendeva i colli Palatino, Quirinale, Celio e Aventino, e anche il Gianicolo, che si trovava sulla sponda opposta del fiume e che era collegato alla città da un ponte (pons sublicius).
Anche l'istituzione della nuova organizzazione militare, menzionata nel capitolo precedente, è stata attribuita a questo re.
L'allievo noterà la somiglianza tra queste riforme di Tullio e quelle di Solone di Atene, vissuto più o meno nello stesso periodo. Così l'influenza greca si fece sentire presto a Roma.
Durante il regno di Tullio fu eretto sull'Aventino un tempio in onore di DIÁNA, utilizzato da tutte le città latine.
Tarquinio Superbo aggiunse all'AGER ROMÁNUS il territorio della città di GABII e impiantò due colonie militari, che in seguito andarono perdute. La dinastia dei Tarquini terminò con il rovesciamento di questo re e si instaurò una Repubblica, che durò fino alla morte di Giulio Cesare.
(traduzione da Ancient Rome : from the earliest times down to 476 A. D. by Robert F. Pennell)
Per quanto ne sappiamo, i primi abitanti dell'Italia erano divisi in tre razze: gli IAPIGIANI, gli ETRUSCHI e gli ITALIANI. Gli IAPIGI furono i primi a stabilirsi in Italia. Probabilmente provenivano dal nord e furono spinti a sud dalle immigrazioni successive, fino ad accalcarsi nell'angolo sud-orientale della penisola (Calabria). Qui furono per lo più assorbiti dai Greci, che si insediarono tra l'VIII e il VII secolo lungo tutta la costa meridionale e sud-occidentale, e che erano più civilizzati. Oltre agli Iapigi, e distinti dagli Etruschi e dagli Italici, vi erano i Veneti e i Liguri, i primi dei quali si stabilirono in Venezia, i secondi in Liguria.
Gli etruschi
Gli ETRUSCHI, al tempo in cui inizia la storia romana, erano una razza potente e bellicosa, superiore agli italici nella civiltà e nelle arti della vita. Probabilmente provenivano dal nord e si insediarono dapprima nella pianura del Po; ma, in seguito, furono cacciati dall'invasione dei Galli e si spostarono più a sud, in Etruria. Qui formarono una confederazione di dodici città tra l'Arno e il Tevere. Tra queste città le più note erano Volsinii, il capo della confederazione, Veii, Volaterrae, Caere e Clusium. Questo popolo formò insediamenti sparsi anche in altre parti d'Italia, ma non riuscì ad affermarsi. Un tempo, nel VI secolo, erano al potere a Roma. Anche la Corsica era in questo periodo sotto il loro controllo. Il loro commercio era considerevole. Sono stati scoperti molti monumenti ben conservati della loro arte, ma nessuno è ancora riuscito a decifrare le iscrizioni su di essi. Il potere di questo popolo fu gradualmente ridotto dai Romani e dopo la caduta di Veii, nel 396, si estinse praticamente.
Gli Italici
Gli ITALICI erano della stessa origine degli Elleni e appartenevano alla razza ariana, un popolo che nei tempi più antichi viveva forse in Scandinavia. Mentre gli Elleni si insediavano in Grecia, gli italici entrarono in Italia.
A quel tempo gli italici avevano fatto notevoli progressi nella civiltà. Conoscevano, in una certa misura, l'arte dell'agricoltura, la costruzione di case, l'uso di carri e barche, il fuoco per preparare il cibo e il sale per condirlo. Sapevano fabbricare varie armi e ornamenti in rame e argento; riconoscevano marito e moglie e il popolo era diviso in clan (tribù).
I Latini
La parte degli italici nota come LATINI si stabilì in una pianura delimitata a est e a sud da montagne, a ovest dal Mar Tirreno e a nord dalle alte terre dell'Etruria.
Questa pianura, chiamata LATIUM (paese piatto), ha una superficie di circa 17.207 chilometri quadrati, con una costa di sole cinquanta miglia e nessun buon porto. È bagnata da due fiumi, il Tevere e il suo affluente, l'Anio (Aniene). Qua e là si ergono colline, come Soracte a nord-est, il promontorio di Circeo a sud-ovest, il Gianicolo vicino a Roma e la catena degli Albani più a sud. Le terre basse (la moderna Campagna) erano malariche e malsane. Per questo i primi insediamenti furono fatti sulle colline, che potevano anche essere facilmente fortificate.
La prima città fondata fu ALBA; attorno ad essa sorsero altre città, come Lanuvium, Aricia, Tusculum, Tibur, Praeneste, Laurentum, Roma e Lavinium.
Queste città, in numero di trenta, formarono una confederazione, chiamata CONFEDERAZIONE LATINA, e scelsero Alba come capo. Sul Monte Albano i magistrati celebravano con grande solennità una festa annuale, chiamata festa latina. Qui tutto il popolo si riuniva e offriva sacrifici al loro dio comune, Giove (Latiaris).
(traduzione da Ancient Rome : from the earliest times down to 476 A. D. by Robert F. Pennell)
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